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CONsorzio Giusto Etico e Solidale

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LINEE GUIDA

Premessa e Definizione

Le presenti Linee Guida definiscono e rappresentano lo Standard che, applicato debitamente dal richiedente e controllato da CONGES e/o da Organismi di Controllo ad esso affiliati, può dare accesso alla licenza d'uso del marchio distintivo comune del Consorzio.

e seguenti Linee Guida si conformano ed integrano ai principali documenti e normative nazionali ed internazionali volti alla diffusione dei principi ed obiettivi del Commercio Equo e Solidale e della Responsabilità Sociale d'impresa: la Carta Italiana dei Criteri del ComES, la Risoluzione 198/987CE del Parlamento Europeo sul Commercio Equo e Solidale, il Libro Verde della Commissione Europea per la promozione della responsabilità sociale delle imprese, la Norma SA8000, i risultati del progetto internazionale SASA e tutti i principi, criteri ed obiettivi da essi proposti.

In particolare il Commercio Equo e Solidale (d'ora in poi ComES) da un lato, promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile e rispetto per le persone e l'ambiente attraverso le pratiche di commercio e prevede una relazione paritaria fra tutti i soggetti coinvolti nella filiera: produttori, lavoratori, importatori, distributori e consumatori al fine di promuovere regole internazionali economiche e commerciali ispirate ad una maggiore giustizia ed equità nella ripartizione della ricchezza costituendo una vera e propria "filiera equa" tra Nord e Sud del mondo.

La Responsabilità Sociale, direttamente e universalmente applicabile in relazione alla collocazione geografica, al settore operativo e alla dimensioni dell'azienda, è d'altro canto per ogni singolo operatore della filiera del Commercio Equo e Solidale la naturale e coerente evoluzione dei propri sistemi gestionali o in generale delle buone pratiche di conduzione della propria azienda, rendendo oggetto di rispetto le singole persone facenti capo all'azienda e promuovendo il coinvolgimento di ogni parte interessata in un processo di ridimensionamento consapevole delle risorse e della gestione aziendale.

Questo Standard quindi rappresenta la massima integrazione tra due forme di attivismo sociale che nascono in naturale affinità.

 

OBIETTIVI E PRINCIPI

1. Preservare i diritti umani universali sostenendo giustizia sociale, sostenibilità ambientale e sicurezza alimentare ed economica.

2. Promuovere un uso equo e consapevole delle risorse naturali;

3. Contribuire nello sforzo di convertire la vulnerabilità delle popolazioni dei Paesi in via di sviluppo (PVS) in sicurezza e la povertà in indipendenza economica promovendo opportunità di sviluppo attraverso l'accesso al mercato, rafforzando le organizzazioni dei produttori, pagando un prezzo giusto ed assicurando stabilità nelle relazioni commerciali;

4. Appianare le divergenze esistenti tra Nord e Sud del Mondo in materia di diritti umani e di lotta alla discriminazione verso le minoranze, siano esse etniche, religiose, politiche, culturali, ecc

5. Incentivare, sostenere e difendere il ruolo attivo delle donne come principali soggetti economici di uno sviluppo sostenibile nella società e nel lavoro;

6. Proteggere i bambini e gli adolescenti dallo sfruttamento;

7. Appianare le divergenze esistenti tra Nord e Sud del Mondo nei diritti legali in termini di salubrità ed adeguatezza degli ambienti di lavoro;

8. Sostenere l'autosviluppo locale, liberando i PVS dalla totale dipendenza verso l'esportazione,per la produzione di alcune materie prime, a scapito della produzione per il mercato interno;

9. Consentire ai produttori dei PVS di cogliere le potenzialità ed opportunità offerte dalla liberalizzazione dei commerci e degli scambi per trarne profitto;

10. Stabilire relazioni commerciali che si basino sui criteri fondanti del commercio equo e solidale (acquisti diretti, prezzo equo, prefinanziamento se richiesto, relazioni contrattuali stabili)

11. Stimolare la consapevolezza nelle scelte dei consumatori, fornendo un adeguato supporto informativo (evidenza del produttore e prezzo trasparente) che permetta di formulare tali scelte anche in base a criteri di eticità nei processi produttivi e di equità dei rapporti commerciali;

12. Divieto di posizioni monopolistiche.

NB 1: I punti 8 e 9 vogliono portare ad una armonia tra l'esportazione e l'importazione e, nell'ambito delle coltivazioni, la salvaguardia tra produzioni tipiche locali e produzioni interessanti per l'esportazione.

NB 2: In riferimento al punto 11 e 12 l'evidenza del produttore è punto di salvaguardia in controtendenza alle politiche delle multinazionali del commercio.

 

REQUISITI

LE ORGANIZZAZIONI DEI PRODUTTORI

devono:

1.1 Organizzazione sociale

1.1.1 Perseguire logiche produttive che permettano lo sviluppo, la lotta alla povertà e il miglioramento delle condizioni di vita delle popolazioni locali attraverso la generazione di reddito ed il commercio;

1.1.2 Essere composte per almeno il 70% da piccoli produttori diretti locali o artigiani;

1.1.3 Avere una struttura organizzativa che permetta la partecipazione democratica dei soci, mediante un organo decisionale supremo (Assemblea dei Soci) ed un Consiglio Direttivo (o analogo) eletto dai soci;

1.1.4 Riunire l'Assemblea generale almeno una volta l'anno con scopo di condividere ed approvare con gli associati i rapporti annuali sulle attività realizzate ed il bilancio;

1.1.5 Non operare o sostenere nessuna forma di distinzione, esclusione o preferenza nella scelta dei propri soci in base alla razza, colore, genere, religione, convinzioni politiche, estrazione sociale . Ove siano presenti minoranze la organizzazione si impegna a facilitarne l'integrazione con il resto della comunità;

1.1.6 Garantire la trasparenza e la divulgazione agli associati delle procedure decisionali interne all'organizzazione in merito alle strategie politiche, produttive, commerciali e remunerative della stessa;

1.1.7 Tendere verso l'elaborazione di un piano strategico di sviluppo che indichi le azioni specifiche verso lo sviluppo più sostenibile e che includa fattori di tipo sociale, economico e ambientale che sia condiviso dall'Assemblea Generale;

1.1.8 Tenere verbalizzazione scritta perlomeno dell'assemblea generale annuale e prevedere un percorso finalizzato alla verbalizzazione, delle decisioni e dei presenti, degli atti dell'organizzazione. Tali documenti debbono essere accessibili agli associati;

1.1.9 Organizzare la contabilità in maniera trasparente e registrare tutti i movimenti contabili. I documenti contabili debbono essere a disposizione di tutti i soci dell'organizzazione.

1.1.10 Aumentare il più possibile la partecipazione dei soci alla vita associativa;

1.1.11 Dotarsi di una politica della qualità incentivando la costruzione di sistemi di controllo e assistenza interni finalizzati all'evoluzione e alla valorizzazione delle produzioni.

1.1.12 Informare la base sociale sui concetti, valori e modalità del commercio equo e solidale;

1.1.13 I maggiori proventi derivanti dalla certificazione Conges debbono essere reinvestiti per lo sviluppo sociale / economico della comunità e che le decisioni di tale investimento deve essere presa collettivamente dai produttori coinvolti. I maggiori proventi sono misurabili nella differenza di prezzo spuntata dai produttori rispetto al mercato interno convenzionale o alle quotazioni in borsa merci internazionale.

1.1.14 Continuamente migliorare le proprie capacità e quelle dei propri associati e lavoratori nel campo di attività dell'associazione stessa attraverso formazione, attività di rete, ricerche di mercato, sviluppo prodotti;

1.1.15 Avere una particolare attenzione alle questioni di genere, promovendo la partecipazione femminile e favorendo le opportunità di lavoro tenendo in considerazione il loro ruolo riproduttivo.

 

1.2 Il lavoro

1.2.1 Servirsi per la trasformazione, la logistica, l'esportazione etc.,. di fornitori che rispettino le Raccomandazioni ILO (87 e 98). E' ovvio che questa indicazione va commisurata alle possibilità presentate dalla realtà locale

1.2.2 Nel caso di stabilimenti, magazzini, piattaforme direttamente gestite dell'organizzazione tali strutture debbono rispettare le Raccomandazioni ILO (87 e 98) e la legislazione nazionale vigente sulla libertà di associazione e la contrattazione collettiva;

1.2.3 Rigettare qualsiasi forma di lavoro obbligato e di salario minimo;

1.2.4 Non impiegare manodopera infantile (<15 anni) a meno che non sussistano comprovate necessità sociali ed economiche per l'ambiente familiare del minore; in questo caso garantire ai bambini i tempi e i luoghi di svago e di istruzione scolastica

1.2.5 In ogni caso non costringere il bambino a superare le 10 ore di attività totale giornaliera sommando quelle lavorative a quelle scolastiche;

1.2.6 Non impiegare in nessun caso bambini o giovani lavoratori in lavori pericolosi per la salute e/o la sicurezza e/o la moralità;

1.2.7 Rigettare ed astenersi dal dare sostegno all'utilizzo di punizioni corporali, coercizione mentale o fisica e/o abuso verbale;

1.2.8 Corrispondere salari adeguati al contesto locale che permettano un'accettabile qualità della vita. Il pagamento degli stessi deve essere fatto regolarmente e documentato.

1.2.9 Tendere alla regolarizzazione dei rapporti lavorativi e al riconoscimento dei diritti legati al concetto di "previdenza sociale" (maternità, malattia, pensione, ecc)

1.2.10 Garantire sicurezza e salubrità nell'ambiente di lavoro rispettando le leggi locali vigenti

1.2.11 Formare e sensibilizzare i lavoratori al corretto utilizzo di macchinari, utensili e prodotti chimici potenzialmente nocivi per la salute, così come i rischi per la salute e le modalità di primo soccorso.

 

1.3 La produzione

1.3.1 Evitare di produrre, a scopo di esportazione, prodotti e/o materie prime scarseggianti sul territorio o di manufatti con queste ottenuti;

1.3.2 Prediligere per i prodotti trasformati e per i non-agricoli l'uso di materie prime locali: per quanto riguarda le coltivazioni prediligere la salvaguardia delle specie locali autoctone; è fatto divieto di utilizzazione di sementi o piantine ogm; qualsiasi materiale ogm non deve essere utilizzato nelle lavorazioni e/o nei prodotti finali;

1.3.3 Accordare particolare preferenza ai metodi di produzione tradizionali che favoriscono lo sviluppo locale unitamente al rispetto delle tradizioni;

1.3.4 Tutelare l'ambiente attraverso l'impiego minimo di sostanze chimiche ed inquinanti; se possibile privilegiare i metodi di coltivazione biologica;

1.3.5 Nel caso di produzioni agricole promuovere e diffondere informazione e formazione ai propri soci sulle Buone Pratiche Agricole e sui metodi di produzione da Agricoltura Biologica;

1.3.6 Rispettare le leggi nazionali vigenti in termini di antiparassitari e il loro utilizzo

1.3.7 Attuare politiche produttive che permettano di salvaguardare le risorse idriche, le foreste e l'ecosistema locale e globale

 


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